giovedì 8 dicembre 2011

Cosa ne pensa Umberto Veronesi....

Umberto Veronesi
Umberto Veronesi è da sempre un sostenitore dell'utilizzo delle cellule staminali per la ricerca scientifica. Più di una volta ha espresso il suo dissenso davanti a delle leggi che non danno possibilità di fare ricerca; in un'intervista nella quale gli si domandava di commentare la possibilità che alcuni Paesi hanno di utilizzare queste cellule aveva affermato:"E’ come se avessimo subito un sorpasso sulla linea del traguardo, uno smacco che per chi, come me, fa della ricerca una ragione di vita rappresenta una grande amarezza, una frustrazione»".
Ma la posizione del Senatore è comunque moderata, infatti egli sostiene che l'embrione possa già definirsi una persona e quindi è lecito non utilizzare nella ricerca le cellule embrionali; ma il pensiero di Veronesi va ai quei 40 mila embrioni sovrannumerari presenti in Italia che permetterebbero alla ricerca di compiere numerose scoperte.

mercoledì 7 dicembre 2011

Quali sono le principali applicazioni delle cellule staminali? Lo spiega Elena Cattaneo

non tutti la pensano cosi....

Giorgio Maria Carbone, docente di Bioetica presso la Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna, ha scritto un breve opuscolo, nel quale cerca di spiegare con parole semplici cosa sono le staminali ed a cosa servono ["le Cellule Staminali".32 pp., 2 euro, ESD]. Carbone riflette  su i principali esiti della ricerca nelle staminali affermando, che si sono ottenuti risultati concreti soltanto con le staminali non totipotenti, cioè con quelle ricavate dal corpo adulto, dal cordone e dal feto. 
Alla domanda del perché si verifichi questo lui risponde che le cellule multipotenti sono già specializzate e quindi indirizzate verso la formazione di un tessuto specifico, rendendole maggiormente controllabili, "comprensibili", prevedibili. Inoltre con l'utilizzo delle staminali adulte si dovrebbe anche evitare il problema del rigetto, in quanto il tessuto utilizzato proviene dal paziente stesso. 
Giorgio Maria Carbone
Per quanto riguarda il  tema delle staminali embrionali, Carbone riconosce che il loro uso comporta non solo  un problema morale, ma anche un problema medico poiché: "La totipotenza non è, come potrebbe sembrare e come viene sbandierato, un vantaggio. Le staminali embrionali possono moltipllcarsi in modo spontaneo e incontrollato, determinando il rischio di una insorgenza di tumori, circostanza puntualmente verifìcatasi nella sperimentazione sugli animali".
Nella conclusione del libro Carbone evidenzia come l'impianto in un adulto di staminali eterologhe, cioè di provenienza esterna (es.fetali o embrionali) comporti l'uso di terapie anti-rigetto le quali hanno diverse e complicate  controindicazioni. Mentre le staminali autologhe  non abbisognano di alcuna terapia anti-rigetto, proprio perché estratte da un corpo adulto e impiantate in quello stesso corpo.

martedì 6 dicembre 2011

COMMISSIONE DULBECCO, una particolare questione..

Il 6 settembre 2000 l'allora ministro della Sanità Umberto Veronesi, istituì una Commissione per riuscire a dare delle risposte al acceso dibattito sulle staminali. La commissione era  composta  da 25 membri esperti in materia scientifica come Rita Levi Montalcini e Edoardo Boncinelli, ma anche da cattolici tra i quali Monsignor Ersilio Tonini e Girolamo Sirchia.
Renato Dulbecco
L' 8 dicembre, dopo un acceso dibattito, la stessa commissione presieduta dal premio Nobel Renato Dulbecco arrivò ad una conclusione che giudicava  il potenziale dell'applicazione terapeutica delle staminali  molto interessante e  suggeriva che, se sfruttato in modo efficace,  avrebbe portato ad  una vera e propria rivoluzione in medicina.
Il dibattito all'interno della Commissione fu  però particolarmente acceso per quanto riguarda l'utilizzo delle staminali embrionali prodotte in eccesso dalla fecondazione assistita. Per i laici la scelta di dare parte di queste cellule alla ricerca non costituiva un attentato alla dignità delle persona visto i notevoli benefici che avrebbe portato un loro utilizzo; per i cattolici, invece, la questione posta in quest'ottica significava tradurre la situazione nei termini "uccidere" o "lasciar morire", quindi per loro anche i questo caso l'utilizzo delle staminali doveva essere impedito.
Nel documento finale i sostenitori di entrambe le posizioni furono d'accordo nel sostenere che la tecnica del TNSA (trasferimento nucleare per la produzione di cellule staminali autologhe), sia dal punto di vista etico e scientifico, era la migliore soluzione in quanto poteva superare sia problemi di compatibilità immunologica, ma soprattutto  non si otteneva  nessuna fecondazione e quindi non si dava vita ad un embrione.


La Commissione ha analizzato voce per  voce tutte le possibili sorgenti di cellule staminali esprimendo un parere sia etico e scientifico su di esse:


  • cordone ombelicale
 Parere etico: La ricerca sulle cellule staminali prelevate da sangue di cordone ombelicale non solleva problemi morali insormontabili, anche se non riceve un consenso unanime all'interno della Commissione.


Parere scientifico: Suscitano grande interesse; se conservate adeguatamente possono essere utilizzate per curare alcune patologie  (se presenti) del neonato stesso.


  • staminali adulte
Parere etico:La ricerca sulle cellule staminali adulte non solleva problemi morali. Su questo punto c’è consenso unanime al interno della Commissione.


Parere scientifico: Provvedono al mantenimento dei tessuti  ed alla loro riparazione in seguito ad un danno; questa capacità però è limitata.Sperimentazioni terapeutiche con cellule staminali adulte hanno in alcuni casi ottenuto risultati modesti dal punto di vista dell’efficacia clinica.


  • staminali fetali
Parere etico: la ricerca sulle staminali fetali non porta nessun tipo di problema morale, ma si deve escludere un rapporto di casualità tra prelievo di cellule ed aborto.

Parere scientifico:sono ricavate da aborti e per questo possono essere utilizzate come materiale cadaverico, sfortunatamente sono ancora poche le ricerche e quindi non è possibile stabilire delle conclusioni definitive.
  • staminali embrionali
Parere scientifico:  Alcune sperimentazioni hanno scoperto che, se isolate da blastocisti e cresciute in vitro, queste cellule mantengono inalterate le proprietà di plasticità e totipotenza per alcuni anni. Ciò permette, a partire da poche decine di cellule, di ottenerne centinaia di milioni con le stesse caratteristiche e potenzialità. Cellule staminali embrionali possono essere isolate da embrioni congelati, prodotti in eccesso rispetto alle necessità della fecondazione in vitro. Il problema è che questi embrioni sono in quantità estremamente elevata rispetto al numero di donne che ne richiedono l'utilizzo, tutti gli embrioni in eccesso verranno distrutti.

Parere etico: sulla sperimentazione delle cellule staminali embrionali esistono diverse posizioni (etica, filosofica o religiosa). Tutte sono valide, non è detto che se una di queste posizioni raccolga maggiore consenso rispetto alle altre debba essere più giusta o comunque più legittima.
  
-  parere etico minoritario


Espresso da sette membri della Commissione (Cardinale Ersilio Tonini, Adriano Bompiani, Bruno Dallapiccola, Domenico Di Virgilio, Enrico Garaci, Luigi Lorenzetti, Girolamo Sirchia):
l'embrione  viene visto come un essere umano (non un potenziale essere umano) che in ragione di questo ha diritto alla vita.  Quelle posizioni che sostengono che si possano usare gli embrioni in eccesso hanno una visione strumentale dell'embrione, che non riconoscono nessun titolo di soggetto.


-parere maggioritario
Di tutti gli altri membri della Commissione, diciotto su venticinque:
Scegliere di utilizzare gli embrioni non rappresenta una concezione strumentale della vita umana, visto anche gli innumerevoli benefici che si possono ottenere per l'umanità con il loro impiego.  A fronte dell’inevitabile destino riservato a una parte degli embrioni non più impiantabili, la Commissione ritiene che la bilancia penda a favore della destinazione di tali embrioni agli scopi di una ricerca suscettibile di salvare la vita di milioni di esseri umani. Tale soluzione si ispira al principio di beneficialità, che è fonte dei doveri di responsabilità che noi abbiamo nei confronti delle persone che soffrono.


 Quantità e qualità delle staminali in rapporto alla sorgente




SORGENTE DELLA CELLULA STAMINALE
QUANTITA’
QUALITA’ (compatibil
  • EMBRIONALE
  • TNSA
  • TESSUTO FETALE
  • CORDONE OMBELICALE
  • CELLULE ADULTE


X X X


XXX


XX


X


X

X
XXX*
X
X
XXX*


* provenienti dallo stesso paziente alla quale è ricolto il trattamento.





Accettabilità etica




SORGENTE DELLE CELLULE STAMINALI
POSIZIONE DELLA COMMISSIONE (25 MEMBRI)
  •          EMBRIONALE
  •        TNSA

  •       TESSUTO FETALE
  •           CORDONE OMBELICALE
  •         CELLULE ADULTE


- Accettabile (18 membri)
- Inaccettabile (7 membri)

Accettabile


Accettabile


Accettabile


Accettabile




Il rapporto Dulbecco rimase "lettera morta"; ignorato dalla politica italiana, prima con la finanziaria del 2001, la quale stanziò dei finanziamenti per la ricerca delle cellule staminali adulte e non per quelle embrionali e poi con l'approvazione a parlamento sciolto della Convenzione dei diritti umani e la biomedicina.









Alla luce di tutto questo capiamo che il tema delle staminali non è controverso solo sotto l'aspetto etico, anzi, numerosi problemi insorgono anche dal punto di vista biologico, come afferma Dulbecco in un articolo della Repubblica:"L'uso di cellule embrionali presenta problemi di vario tipo: il primo è un problema etico.. .Un altro è il problema biologico, cioè le cellule sarebbero estranee all'organismo in cui vengono introdotte e perciò l'organismo stesso sarebbe portato a distruggerle...Un altro problema è che non è facile dirigerle nella specializzazione desiderata.. .Per evitare i due principali problemi, quello etico e quello del rigetto, si è proposto di ricorrere alla clonazione (terapeutica)... Essa è anche piena di problemi, perché l'embrione viene ucciso e le cellule che ne deriverebbero potrebbero avere dei difetti importanti".

lunedì 5 dicembre 2011

STAMINALI NEWS


  • NUOVA FONTE DI STAMINALI: LE MENINGI
Un recente studio dell'Università di Verona* ha scoperto come le meningi (= membrana che protegge il sistema nervoso centrale) in seguito ad un trauma possano attivarsi ed iniziare a produrre cellule staminali.
Lo studio ha dimostrato come le cellule staminali meningee dopo un trauma del midollo spinale "migrino" al suo interno, partecipando ai fenomeni reattivi e riparativi che avvengono dopo il trauma.
Midollo spinale
Meningi del Sistema nervoso centrale

Lo studio si è concentrato principalmente sulla lesione traumatica del midollo spinale, questo tipo di lesione ha una ridotta capacità di recupero. La scoperta si configura come un'importante passo avanti per la ricerca scientifica, ma anche un'importante speranza per quelle persone che soffrono di  problemi  come patologie del midollo spinale oppure paraplegie.


*Decimo. I, Bifari. F, Rodriguez. F, Malpeli. G, Dolci. S, Lavarini. V, et al. "Nestin- and DCX-positive cells reside in adult spinal cord meninges and participate to injury-induced parenchymal reaction," (ottobre 2011) 


  • TRAPIANTO DI CELLULE STAMINALI PER LA CURA DEL PARKINSON
La terapia dell'uso delle staminali per  la cura del Parkinson prevede la sostituzione delle cellule nervose danneggiate con cellule che vengono generate dalle staminali.
Il Parkinson è caratterizzato dalla perdita graduale delle cellule nervose che producono dopamina (il motivo di tale perdita rimane del tutto sconosciuta); la perdita di questa sostanza  porta la manifestazione dei tipici sintomi del parkinson (tremore, bradicinesia, rigidità). La  terapia tradizionale è di tipo farmacologico e mira a curare la sintomatologia di tipo motorio ( si mira a migliorare i sintomi senza agire sulle cause o su un possibile rallentamento della malattia).
Anche se la strada per arrivare ad una soluzione definitiva è tutta in salita , molti ricercatori sono d'accordo nel sostenere che  attraverso questo percorso  sarà possibile giungere ad una cura definitiva del morbo. A sostegno di quest'ipotesi c'è la presenza di un elevato numero di industrie farmaceutiche impegnate nel mercato delle terapie cellulari.


Uno recente studio statunitense co-finanziato dal consorzio europeo di ricerca NeuroStemCell, coordinato da Elena Cattaneo dell'università di Milano, ha individuato una nuova tecnica la quale sembra sia in grado di trasformare le cellule staminali degli embrioni umani in neuroni capaci di sostituire quelle distrutte dal Parkinson. Fino ad oggi le cellule che venivano utilizzate in laboratorio per produrre neuroni dopaminergici sono state incapaci di sopravvivere ed integrarsi nel cervello dopo il trapianto, inoltre in alcuni casi sono cresciute in modo incontrollato con il rischio di generare tumori. Con  queste conoscenze alle spalle i ricercatori hanno ottenuto  delle cellule dopaminergiche indistinguibili da quelle del cervello umano, le quali una volta inserite nel corpo di tre differenti animali portatori del morbo sono riuscite ad integrarsi perfettamente con il sistema e senza svilupparsi in modo eccessivo. Ora questi studi sono solo all'inizio di un lungo processo di sperimentazione, molto probabilmente i primi studi sugli umani non inizieranno prima di 3 o 4 anni.
 (Novembre 2011)







domenica 4 dicembre 2011

le "stem cells" nei media